La vittoria dei giovani guerrieri dello sporting Paternopoli

sporting paternopoliNella vita vince sempre l’onesta’ e la correttezza. Non importa se arrivi secondo , terzo o ultimo , l’importante e dare tutto se stesso e rispettare l’avversario e le regole. E’ questo che i genitori dei figli di Paternopoli si sforzano di trasmettere ai giovani guerrieri dello sporting Paternopoli. I nostri ragazzi sono arrivati, dopo un anno di torneo , terzi in classifica e si sono guadagnati il diritto a partecipare alle semifinali. La squadra che ci e’ toccata e’ il Montefusco. All’andata , sul campetto di Paternopoli, abbiamo pareggiato 5 a 5, il ritorno lo abbiamo giocato domenica , nel palazzetto dello sport di Montefusco. I giovani guerrieri dello sporting , al termine della partita, hanno perso per 6 a 2 ma , finita la partita , abbiamo scoperto un imbroglio. Questi i fatti: il numero quattro del Montefusco, autore di un gran goal da centro-campo, dal cartellino risultava essere il sig Serino Luca , mentre in campo , con gli estremi anagrafici del sig Serino, ha giocato il sig Cocozziello Alfonso. L’inganno e’ stato scoperto in quanto uno spettatore presente, forse un cittadino di Montemiletto, squadra gia’ in finale, ha segnalato la cosa ad un genitore di Paternopoli. Subito abbiamo controllato le foto dei giocatori con i profili face book e dal veloce controllo e’ risultato
“ lo guacchio”. La partita era finita e l’arbitro non voleva segnalare nel referto l’imbroglio. Allora alcuni di noi, con in testa il Presidente dello Sporting dott Raffaele Tecce abbiamo preteso che l’arbitro riportasse nel referto il vergognoso episodio. Nel frattempo il ragazzo “ mascherato “ , veniva fatto scappare per la porta di servizio. Per onore di cronaca va riferito che alcuni giocatori del Montefusco si sono rivolti a mio figlio Giovanni Andrea Forgione per scusarsi dell’imbroglio, dicendo che loro non volevano e che il ragazzo non era neppure di Montefusco. Una domanda sorge spontanea: come puo’ una societa’ sportiva , durante un campionato di calcio a cinque, dove non ci sono in ballo soldi ma solo l’onore , disonorare lo sport imbrogliando con questi mezzucci ? E poi e’ legittimo imbrogliare quando a giocare sono dei ragazzini , che dovrebbero imparare la bellezza e la grandezza dello sport onesto e regolare?.Fin dalla nascita mi sono sforzato di insegnare a mio figlio che nella vita vince sempre chi sa sacrificarsi ed affrontare gli avversari e la vita con lealta’ e onesta. Gli faccio praticare anche il karate perche’ voglio che impari a guardare l’avversario negli occhi senza paura e a combattere secondo le regole . Oggi il mio ragazzo ha imparato che chi imbroglia ti puo’ fregare . Questo non e’ giusto e non va bene. Esigo da padre che si faccia giustizia. Avrei potuto chiamare i carabinieri , non l’ho fatto perche’ credo nella giustizia sportiva e ad esso bisognera’ rivolgersi. Resta questa macchia sullo sport che deve essere lavata con un ricorso alla F.G.C.I. di Avellino, settore calcio a 5. Per noi genitori dei giovani guerrieri, figli di Paternopoli, quello che conta e’ che i nostri ragazzi continuino a credere in un mondo dove vince sempre chi sa sacrificarsi e competere onestamente e con lealta’. Per noi genitori i nostri figli hanno gia’ vinto, sono i nostri campioni , perche’ hanno saputo giocare correttamente e con impegno. Viva i giovani guerrieri di Paternopoli, vi vogliamo bene.
Per quanto ci riguarda voi, giovani guerrieri, siete i migliori, siete i nostri bellissimi campioni.

Andrea Forgione, padre del giocatore dello sporting Giovanni Andrea Forgione