Paternopoli, è il 16 aprile: il giorno de “Lo Miracolo re la Maronna”

Ogni singolo paese, ogni piccola realtà ha, spesso, un giorno che custodisce gelosamente nello scrigno dei ricordi. Una data alla quale è legato un episodio in particolare e che, in un certo senso, viene tramandato di generazione in generazione.

A Paternopoli questa data è il 16 aprile. Questo, infatti, è il giorno durante il quale l’intera comunità prende parte alla festa dedicata al primo miracolo della Madonna della Consolazione. Una festa caratterizzata dalla tradizionale processione lungo le principali strade cittadine, con partenza dalla Chiesa Madre di San Nicola.

Una tradizione che affonda le proprie origini nella prima metà del 1700, quando Giovanbattista Amato di Benevento, operaio muto dalla nascita, mentre lavorava in chiesa, proprio vicino al quadro del 1500 raffigurante l’effige della Madre Santissima, per intercessione della stessa riacquistò la parola e il movimento, rendendo omaggio alla Vergine con il canto del Magnificat. Tutto avvenne alla presenza di circa una cinquantina di persone fra cui sacerdoti, maestranze e tecnici intenti al recupero di una delle cappelle del Santuario. Nei giorni successivi al miracolo, tutti i malati e i sofferenti che giunsero a Paternopoli beneficiarono della guarigione completa per intercessione della Madonna della Consolazione.

Ottenuto dal Tribunale Pontificio il riconoscimento del Miracolo, la comunità di Paternopoli, rappresentata dagli eletti del popolo, fece solenne giuramento (1776) di onorare la benevolenza della Madre Dolcissima della Consolazione festeggiandola il giorno di Pentecoste fino alla fine del mondo. Seguirono guerre, carestie, terremoti, pestilenze, ma mai il popolo di Paternopoli è venuto meno al suo giuramento di fedeltà alla Vergine.

Un giorno talmente importante, quello de “Lo Miracolo re la Maronna”, da meritare anche un’opera teatrale: E fu di Venerdì… Scritta e diretta da Felice D’Amato con l’intento di raccogliere parole dialettali ormai andate in disuso e narrare l’episodio, appunto, dei primi miracoli della Madonna della Consolazione. La trama, semplice e scorrevole, si basa su una attenta analisi dei costumi prettamente paesani, dei pettegolezzi e di come vengano amplificati nel passare di bocca in bocca, del comportamento delle persone che diventano sempre più ricche a scapito della povera gente, dei furbi, dei “buoni a nulla”, delle persone intelligenti, delle persone innamorate, e, soprattutto, della narrazione della storia di una ragazza, che per la sua bontà d’animo, viene additata quale “pazza” e che, tuttavia, con il passare del tempo, diventerà “veggente”. E’ proprio costei, infatti, quella che radunerà, davanti alla Chiesa, Gennaro Corbello, Caterina Piccarini, Gaetano Giannitti e Vittoria Marra, le quattro persone che vennero graziate dalla Madonna subito dopo il miracolo di Gianbattista D’Amato, avvenuto alle ore 15.00 di Venerdì 16 Aprile 1751.

Di fatto, da quel lontano 1751 il culto per la Madonna della Consolazione è cresciuto sempre più. La festa si celebra ogni anno il martedì dopo Pentecoste e, appunto, il 16 aprile per ricordare il primo miracolo.

 

Fonte OrticaLab