Un mio piccolo contributo alle tante discussioni sul carnevale

Ed a seguito della lettera Anonima sul carnevale ecco che ci scrive anche Francesco Palmieri con un suo pensiero sul Carnevale:

Come ogni anno in vista del Carnevale, riemergono discussioni varie su come la manifestazione sta per essere realizzata, su come si sarebbe dovuto organizzarla e se rispetto al passato si sia fatto un passo in avanti o indietro.
Ne sono testimonianza le tantissime “discussioni” che affollano i social network, i portali web e (immagino) tutti i luoghi di incontro del nostro paese.

Ora come ora io sono tra le tante persone legate affettivamente alla manifestazione che però non può essere in nessun modo di aiuto alla manifestazione stessa e questo mi mette sicuramente in una situazione difficile nel “giudicare” o “commentare” quanto sta avvenendo in questo periodo. Sarà forse anche giusto potermi rinfacciare il fatto che è troppo facile parlare quando non ci si sporca le mani in prima persona e probabilmente non c’è nulla di più vero.

Ma personalmente penso che l’unico modo per poter dare un contributo è dire la propria, condivisibile o meno, ma che si speri porti ad un contributo costruttivo per la manifestazione.

Per quanto mi riguarda il problema del Carnevale Paternese è probabilmente UNO E UNO SOLO, ed è lo stesso che affligge qualsiasi altra manifestazione si faccia a Paternopoli (mi viene in mente Zoster, Versus, Sagre dell’Orto, Concerto di Natale, Tornei di calcetto…) e cioè che non vengono mai strutturate per resistere nel tempo, ma sono legate alle “compagnie” che lo organizzano e/o che vi partecipano.
Ora se per tante cose questo può essere considerato un valore aggiunto in una piccola comunità come Paternopoli, che altrimenti non vedrebbe realizzate molte delle cose accennate, sicuramente diventa un limite in una manifestazione “grande” come il Carnevale.
Non si può ogni anno sentirsi al punto di partenza nella maggior parte delle cose che vanno fatte e organizzate affinchè la manifestazioni si ripeta e magari cresca.
Bisogna trovare il modo per creare una continuità che vada al di là delle successive edizioni del carnevale stesso.

C’è un proverbio africano che dice: “Il momento migliore per piantare un albero e’ vent’anni fa.
Il secondo momento migliore e’ adesso”. Non voglio essere retorico, ma penso che spieghi al meglio il mio punto di vista.

Volendo essere concreti penso che le persone che hanno sempre fatto il carnevale debbano essere pronte a dare una mano, in attività che permettano alle nuove generazioni di prendere il loro posto, sia nella realizzazione che nell’organizzazione del Carnevale. Lasciando da parte rancori, discussioni avute in passato (qualora ce ne fossero state) bisogna trovare il coraggio di unirsi e nei limiti delle possibilità personali dare il proprio contributo.

Bisogna che il Carnevale venga “ISTITUZIONALIZZATO”, in modo da avere una chiara individuazione degli organi che lo compongono, a partire da chi lo organizza in termini di manifestazione fino a chi lo realizza in termini di carri e balletti.

Solo così si potrà avere dei vantaggi che possano durare nel tempo:

– individuare chi fa cosa significa prima di tutto rendere chiari meriti e responsabilità di ognuno.

– organizzare in qualche modo chi realizza carri e balletti, rende possibile avere costantemente degli interlocutori sia per chi organizza, che per chi il carnevale lo vive dall’esterno (conferenze stampa, interviste, sponsor, etc).

– avere dei gruppi formati rende possibile un cambio generazionale più continuo e non legato per forza di cose a delle “compagnie di amici” che di punto in bianco possono non partecipare più per un sacco di motivi.

Una volta superata questa che è la 30esima edizione del Carnevale, la ProLoco si faccia portatrice di queste iniziative; si prenda l’incarico di incotrare chi può essere in qualche modo d’aiuto. Ma al tempo stesso, chi sà di essere tra le persone che per il carnevale hanno fatto o ancora fanno molto non abbia remore nel dare il proprio contributo.

Ma soprattutto bisogna che le istituzioni se ne prendano carico in qualche modo; bisogna che siano realmente presenti, con un assessore o quantomeno con una delega a qualcuno di essi. Sul Comune il Carnevale deve essere costantemente nella testa di chi ci amministra.
Nei prossimi mesi ci avviamo ad affontare una nuova campagna elettorale per le amminstrative. Bene. Si faccia in modo che il tema del Carnevale sia al centro del dibattito come o forse di più di tante altre cose di cui normalmente si parla. Si facciano delle proposte reali, e si dia l’impressione che questa manifestazione la si abbia davvero a cuore, che è forse il modo migliore per mostrare quanto si ha a cuore il nostro caro paese.

Con l’umiltà di chi cerca soltanto di dare il proprio “contributo”

Francesco Palmieri